Pisa. Opere in movimento: conseguenze dell’attività riformatrice di Pietro Leopoldo

Barbara Bertelli

Il caso della chiesa di S. Sisto.

Obiettivo di questo primo intervento, parte di una più ampia ricerca in corso, incentrata sullo studio delle dinamiche attuative delle soppressioni leopoldine a Pisa, è verificare, tramite alcuni casi significativi, l'impatto sul patrimonio artistico pisano della riforma ecclesiastica operata da Pietro Leopoldo in Toscana , riforma che, dopo un lungo lavoro preparatorio , sfociò nella ridefinizione dell'assetto parrocchiale, nella soppressione di alcuni enti religiosi e nell'incameramento dei loro beni. A differenza di quanto avverrà in età napoleonica, o sotto lo Stato Italiano, le soppressioni attuate dal Granduca non avvennero con atto unico: si trattò di un processo realizzatosi per gradi, attraverso il susseguirsi di provvedimenti emanati, in gran parte, nell'ultimo quarto del Settecento che riguardarono separatamente gli Ordini religiosi, i conventi maschili, i monasteri femminili, le compagnie e le congregazioni laiche.

 

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