Il bello di Pisa.

Sarah Tiboni

La percezione estetica di Pisa nelle fonti documentarie medievali

Questo saggio intende presentare i primi risultati relativi allo studio delle espressioni legate all'apprezzamento estetico dei luoghi urbani contenute nella documentazione medievale pisana dei secoli XII-XV. E' emerso come nel contesto pisano le fonti normative e la letteratura coeva, prodotto della percezione da parte del potere istituzionalizzato e della cittadinanza, siano particolarmente ricche di rimandi e citazioni sull'utilità e sulla bellezza della città. Dalle fonti documentarie pervenute emerge un'idea di grandiosità diffusa della città e della sua potenza[1] che non manca di riflettersi sulla sua immagine, rimandandone una percezione di bellezza urbana[2].


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[1] Cfr. G. Scalia, "Romanitas" pisana tra XI e XII secolo. Le iscrizioni romane del duomo e la statua del console Rodolfo, «Studi Medievali» XIII (1972), 2, pp. 791-843.

[2] Per un esempio illustre cfr. la consacrazione del tempio civile di S. Sisto nell'anonimo Carmen in victoriam Pisanorum in F. Bonaini, Statuti inediti della città di Pisa, Firenze, Vieusseux 1854-1870, I, 345-347; II, 269-270 e G. Scalia, Il carme pisano sull'impresa contro i Saraceni del 1087, «Studi di filologia romanza in onore di Silvio Pellegrini», 1971, pp. 565-627.

 
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