Guide forlivesi fra Otto e Novecento

Federica Rizzoli

Identità cittadina e trasformazioni urbane nella letteratura odeporica

 

 

La storia delle guide cittadine può essere una preziosa fonte per la storia urbana poiché consente di conoscere l’evoluzione da un lato delle aspettative dei viaggiatori relative a una data città, dall’altro del modo in cui questa si è loro offerta secondo un modello corrispondente alla visione degli abitanti.

Ogni comunità sente il bisogno di rappresentarsi, riconoscendosi in una comune storia locale, inventando o riscoprendo dal passato una sua propria tradizione, di cui la guida può diventare strumento di consacrazione, come mezzo privilegiato per comprendere le attitudini di abitanti, funzionari e intellettuali, in base ai mutamenti economici, sociali e politici[1]. In questi termini l’analisi delle varie edizioni di una stessa guida è particolarmente funzionale all’indagine sull’evoluzione dell’immagine di una città.

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[1] Su queste tematiche cfr. M.R. Pelizzari, Consigli per i viaggiatori: storia, immagini, tipologie di guide turistiche (secoli XVI-XIX), in Viaggio e letteratura, a cura di M.T. Chialant, Venezia, Marsilio 2006, p. 135 e 136; ma anche L. Nuti, Le guide di Pisa fra ‘700 e ‘800: i rapporti fra descrizione letterario-figurativa e città,  «Storia Urbana», Anno VI, n. 18, gen-mar 1982, pp. 35-69, in particolare p. 37.

 
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