Il viaggio di Vivant Denon a Pisa

Chiara Pasquinelli

Ultima tappa di un drammatico percorso per il patrimonio artistico toscano

 

 

Vennero i francesi a portarci un palo ed una berretta che chiamavano libertà e ci rapirono monumenti preziosi ed averi[1].

Nell’ambito delle spoliazioni napoleoniche in Toscana e dalla prima occupazione di Livorno, la missione di Denon si può forse considerare come l'ultima tappa di un difficile e, in alcuni casi, perfino drammatico percorso per il patrimonio artistico toscano, investito in pieno dal cosiddetto 'tornado francese'[2].

La storia della Toscana dalla prima occupazione del porto toscano nel 1796, fino alla definitiva annessione all’Impero di Bonaparte, è ben nota[3]. Così come lo è quella delle confische di tesori artistici che vi si perpetrarono dal 1799 al 1814[4]. Tuttavia le requisizioni di opere d’arte compiute in seguito all’unione dell’ex regno d’Etruria alla Francia, e alla divisione nei tre dipartimenti dell’Arno, dell’Ombrone e del Mediterraneo, costituirono un caso a parte rispetto alle stesse spoliazioni del ’99.

Per leggere interamente il testo del contributo, in formato pdf, cliccare qui

[1] Le parole di Cosimo del Fante sono riportate in G. Gozzini, Firenze francese. Famiglie e mestieri ai primi dell'Ottocento, Firenze, Ponte alle Grazie 1989, p. 17. Citato in F. Mineccia, Le commissioni francesi di scienze ed arti in Toscana (1796-1814): il caso di Fiesole, ‹‹Ricerche storiche››, XXXVI, 2, 2006, pp. 237.

[2] Cfr. Z. Ciuffoletti, Il tornado napoleonico, in Storia della civiltà toscana, a cura di L. Lotti, Firenze, Le Monnier 1998;

[3] Per citare solo alcuni studi: G. Drei, Il regno d’Etruria. Con un’appendice di documenti inediti, Modena, 1935; G. Turi, “Viva Maria”. La reazione alle riforme leopoldine (1790-1799), Firenze, Olschki 1969; C. Capra, L’età rivoluzionaria e napoleonica in Italia, Torino, Loescher 1978; F. Pesendorfer, Ferdinando III e la Toscana in età Napoleonica, Firenze, Sansoni 1986; C. Mangio, I patrioti toscani fra “Repubblica Etrusca” e restaurazione, Firenze, Olschki 1991; R. P. Coppini, Il Granducato di Toscana, dagli "anni francesi" all'Unità, in Storia d'Italia, Torino, Utet 1993, vol. XIII; La Toscana nell’età rivoluzionaria e napoleonica, a cura di I. Tognarini, Napoli, ESI 1995 e il recente E. Donati, La Toscana nell’impero napoleonico. L'imposizione del modello ed il processo d'integrazione (1807- 1809), Firenze, Polistampa 2008.

[4] Per la vicenda delle requisizioni di opere d’arte in Toscana vedi anche A. Zobi, Storia civile della Toscana dal 1737 al 1848, Firenze, Molini 1850-1852, in particolare il tomo III; F. H. Taylor, Artisti, principi e mercanti. Storia del collezionismo da Ramsete a Napoleone, Torino, Einaudi 1954; C. Gould, Trophy of conquest. The Musée Napoleon and the creation of Louvre, London, Faber and Faber 1965; F. Boyer, Quelques considérations sur les conquêtes artistiques de Napoléon, «Rivista di Studi Napoleonici», XXI, 1968, pp. 190-204; F. Boyer, Le monde des Arts en Italie et la France de la Révolution et de l’Empire, Torino, SEI 1969, vedi p. 181 e sgg.; P. Wescher, I furti d’arte. Napoleone e la nascita del Louvre, Torino, Einaudi 1988; I. Tognarini, La repubblica negata. La Toscana e la rivoluzione francese, in La Toscana e la rivoluzione francese, a cura di I. Tognarini, Napoli, Esi 1994, pp. Lxxiii–Lxxix ora in Id., Patrioti, democratici e insorgenti. 1799 in Toscana, Firenze, Polistampa 2003; M. L. Valacchi– E. Guitarrini, Le confische artistiche in Italia in età napoleonica, «Ricerche storiche», XXIX, 1, 1999, pp.149 e sgg; C. Pasquinelli, I furti d’arte in Toscana durante gli anni del dominio francese, Livorno, Ed. Debatte 2005, pp. 13–56; Inoltre i recenti G. Paolini, Simulacri spiranti, imagin vive, Firenze, Polistampa 2006 e C. Pasquinelli, La Galleria in esilio, Il trasferimento delle opere d'arte da Firenze a Palermo a cura del Cavalier Tommaso Puccini (1800-1803), Pisa, ETS 2008.

 
Piazza dei Cavalieri, 3 - 56126 Pisa - Italia
tel: (0039) 050.509722 E-mail:municipalia@sns.it