Pisa. Devozione e Conservazione. Culto dei santi e identità civica tra Trecento e Quattrocento

Vittoria Camelliti

Conservazione di opere d’arte sacra in rapporto alla devozione popolare, con particolare riferimento al culto ‘civico’ della Madonna e dei santi tra Trecento e Quattrocento

La conservazione di molte opere di pittura, scultura e oreficeria, prima dell’affermarsi di una specifica disciplina di tutela, è legata a circostanze ogni volta diverse e non sempre facili da ricostruire. La casistica più ampia e rappresentativa è costituita da beni ritenuti ‘degni di pregio’ sotto l’aspetto economico o per le loro qualità artistiche. Tuttavia, nel caso particolare delle immagini sacre e di altri oggetti di culto, gli interventi di salvaguardia, dalla custodia al restauro, dipendono non di rado dal valore che viene attribuito loro dal punto di vista devozionale. Questo breve intervento intende proporre alcuni spunti di riflessione sul tema della conservazione delle opere d’arte sacra in rapporto alla devozione popolare a Pisa, con particolare riferimento al culto ‘civico’ della Madonna e dei santi tra Trecento e Quattrocento. Verranno quindi presi in considerazione alcuni tra i casi più noti e maggiormente rappresentativi della situazione pisana, pur senza alcuna pretesa di esaustività, ma nella prospettiva di successivi approfondimenti.

 

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