Pisa. Lo sguardo dell'Ottocento sul patrimonio urbano dei secoli passati

Prof.ssa Lucia Nuti

ABSTRACT L’intervento è stato rivolto all’esplorazione dell’atteggiamento con cui il patrimonio urbano nei secoli passati è stato gestito nell’Ottocento pisano. All'appuntamento con le grandi trasformazioni dell'età contemporanea la città era arrivata con un assetto spaziale ancora sostanzialmente medievale, non sconvolto dagli interventi puntiformi dell’età medicea, mentre era nei secoli profondamente cambiato il modo con cui il manufatto urbano era stato reinterpretato in relazione a diverse esigenze dell’abitare e a diversi concetti di bellezza e decoro urbano. Due furono le priorità nell'azione pubblica ottocentesca sia nel campo dell'ordinaria amministrazione ,sia nei grandi interventi: la soluzione di problemi igienici e di traffico, che si erano fortemente aggravati con l’incremento della popolazione e la comparsa di nuovi mezzi di trasporto. Se nel miglioramento della percorribilita degli spazi urbani si può individuare una continuità con le amministrazioni dei secoli passati, un elemento nuovo è sicuramente la presa di coscienza del valore storico del “monumento”- non ancora del manufatto urbano nel suo complesso- e quindi l’esigenza di una sua tutela e “conservazione”. Gli stessi termini “monumento” e “conservazione” tuttavia aderirono a espressioni ambigue contraddittorie, e spesso un abisso separò le enunciazioni dalla prassi. Una netta distinzione di qualità architettonica e di dignità di conservazione si stabilì tra le diverse epoche storiche e tra le diverse parti di uno stesso monumento. Da un lato si perseguì tenacemente il recupero di un miraggio storico quale la “forma originaria”, dall’altro con l’esaltazione del concetto di isolamento si crearono nuovi punti di vista e dimensioni spaziali sconosciute ai monumenti antichi. Nello stesso contesto, il restauro dell’oratorio di S. Maria della Spina, furono possibili formulazioni di inviolabilità del monumento e lo smontaggio con il rifacimento in stile dell’oratorio stesso. Contemporaneamente parti importanti di monumenti medievali venivano eliminati dal paesaggio urbano.Tale fu il caso delle mura, che non riconosciute affatto come “monumento” , furono demolite, coperte alla vista da nuovi edifici o dall’intonaco, nonostante che la pratica cinquecentesca di imbiancare le pietre del muro medievale fosse stata ferocemente deprecata.
 
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